Da esterno
Il canale è la domanda da candidato esterno all’esame di maturità, non l’iscrizione a una classe.
Per chi un diploma ce l’ha già
Un secondo diploma di maturità si può conseguire, e il Ministero spiega come. Il punto delicato è un altro: quanto viene davvero alleggerito il percorso rispetto a quello che promette chi te lo vende.
Poche domande veloci. Poi ti ricontatta un istituto partner e ti dice che cosa è possibile nel tuo caso.
Da esterno
Il canale è la domanda da candidato esterno all’esame di maturità, non l’iscrizione a una classe.
3 scuole
Quante puoi indicare nella domanda. L’assegnazione però la decide l’Ufficio Scolastico Regionale.
¾ del monte ore
Le attività di formazione scuola-lavoro richieste per essere ammessi. È il requisito che fa saltare più programmi.
Il secondo diploma è un ulteriore diploma di maturità, di indirizzo diverso dal primo, che si consegue presentando domanda come candidato esterno all’esame di maturità, l’esame che fino a poco fa si chiamava Esame di Stato, entro i termini fissati ogni anno dal Ministero.
La preparazione può avvenire individualmente oppure iscrivendosi a un corso, anche serale o a distanza. Ma il canale di accesso è quello del candidato esterno, ed è una strada con regole proprie, diverse da quelle di chi il diploma non ce l’ha ancora.
Il vincolo da conoscere
Dev’essere di indirizzo diverso dal primo.
Non è consentito ripetere un esame di maturità della stessa tipologia, indirizzo, articolazione o opzione già sostenuto con esito positivo.
I requisiti dei candidati esterni sono fissati dall’articolo 14, comma 1, del D.Lgs. 62/2017. Ne basta uno.
Compi 19 anni entro l’anno dell’esame
E hai assolto l’obbligo di istruzione.
Hai la licenza media da abbastanza anni
Da un numero di anni pari almeno alla durata del corso scelto, indipendentemente dall’età.
Hai già un titolo quadriennale o un diploma professionale
Un titolo secondario di durata almeno quadriennale del previgente ordinamento, oppure un diploma professionale di tecnico.
Hai lasciato l’ultimo anno prima del 15 marzo
La cessazione di frequenza deve essere avvenuta entro quella data.
È il punto su cui quasi tutte le guide in circolazione sono rimaste indietro. La domanda si presenta all’Ufficio Scolastico Regionale territorialmente competente, con la procedura informatizzata sul portale del Ministero e accesso tramite SPID, CIE o eIDAS. Nella domanda indichi fino a tre istituzioni scolastiche preferite, ma l’assegnazione la decide l’Ufficio, che tiene conto della distribuzione territoriale.
Il dirigente scolastico resta l’interlocutore per iscriversi a un corso serale e per consegnare i documenti alla scuola assegnata, ma non è a lui che si manda la domanda d’esame. La finestra cambia ogni anno: la data giusta è sul documento ministeriale dell’anno in cui ti presenti.
L’ammissione dei candidati esterni è subordinata anche alla partecipazione alle prove nazionali INVALSI e allo svolgimento di attività di formazione scuola-lavoro — la denominazione che ha sostituito “PCTO” — o di attività assimilabili, per almeno tre quarti del monte ore previsto dal percorso di studi scelto.
Sono due condizioni che possono far saltare la programmazione di chi le scopre tardi, e non compaiono praticamente in nessuna delle pagine commerciali che vendono questo percorso.
Idoneità, preliminare e maturità non sono sinonimi. Capire quale riguarda te è ciò che determina il percorso.
| Esame | Chi lo sostiene | A che cosa serve |
|---|---|---|
| Esame di idoneità | Chi il diploma non ce l’ha e deve recuperare anni | Farsi riconoscere un anno di corso non frequentato |
| Esame preliminare | Il candidato esterno privo di promozione all’ultima classe | Essere ammessi all’esame di maturità |
| Esame di maturità | Chi è stato ammesso | Conseguire il diploma: due prove scritte e un colloquio |
L’esame di idoneità è regolato dagli articoli 192 e 193 del D.Lgs. 297/1994. L’esame preliminare è disciplinato dall’ordinanza ministeriale annuale sugli Esami di Stato: si svolge di norma entro maggio, davanti al consiglio di classe, e si supera con almeno sei decimi in ciascuna disciplina.
È la domanda che porta qui la maggior parte delle persone, e il punto su cui il mercato è più ambiguo. Molte scuole private promettono un percorso ridotto alle sole materie di indirizzo, chiamandolo “integrazione da maturità a maturità”, e da lì deriva la promessa del diploma in un anno.
Ciò che è previsto è questo: per chi proviene da un altro corso di studi, l’esame preliminare verte sulle discipline non coincidenti o mancanti rispetto al percorso già svolto. Un alleggerimento reale quindi esiste, ed è consistente, ma riguarda l’ammissione.
“Integrazione da maturità a maturità” è terminologia commerciale, non il nome di un istituto giuridico: è il modo in cui il mercato descrive quell’alleggerimento. L’esame di maturità che sostieni resta quello dell’indirizzo che hai scelto.
Quello che l’integrazione alleggerisce
L’esame preliminare, cioè l’ammissione: verte solo sulle discipline che non coincidono con il percorso che hai già fatto.
Quello che non alleggerisce
L’esame di maturità finale, che resta quello completo dell’indirizzo scelto. Se una scuola ti dice il contrario, chiedile su quale norma si basa e fatti dare il riferimento per iscritto.

Il secondo diploma non sostituisce il primo. Si aggiunge, e restano validi entrambi.
Vedi se ti convieneVengono venduti insieme di continuo, spesso dallo stesso modulo di contatto. La differenza dipende solo da una cosa: se un diploma ce l’hai già oppure no.
Il diploma non ce l’hai. Ti mancano uno o più anni e li recuperi con l’esame di idoneità.
Il diploma ce l’hai già e ne vuoi un altro, di indirizzo diverso. Accedi all’esame come candidato esterno.
Non è un percorso: è il modo in cui studi. Vale per entrambi, e gli esami restano a scuola.
Quando ti serve un titolo specifico: un concorso pubblico che richiede quell’indirizzo, l’accesso a un albo professionale che lo prevede, un cambio di settore in cui il diploma che hai non è spendibile. In questi casi il titolo è il requisito, e senza non entri.
Per iscriverti all’università è sufficiente un qualsiasi diploma quinquennale: se il tuo obiettivo è quello, un secondo diploma non ti aggiunge nulla. E per i punteggi nelle graduatorie l’unico testo che decide quanto vale un titolo è la tabella di valutazione della procedura a cui partecipi: leggila prima di iscriverti a un percorso comprato per quello scopo.
Le cose che ci vengono chieste più spesso sul secondo diploma, con la risposta più breve possibile.
Non trovi la tua domanda? Chiedi a noiSi può conseguire più di un diploma, presentandosi ogni volta come candidato esterno all’esame dell’indirizzo scelto. Il vincolo è sull’indirizzo, non sul numero: non è consentito ripetere un esame di maturità della stessa tipologia, indirizzo, articolazione o opzione già superato.
La laurea non toglie la possibilità di conseguire un altro diploma di maturità: i requisiti da verificare restano quelli previsti per i candidati esterni all’esame di maturità.
L’esame preliminare, per chi proviene da un altro corso di studi, verte sulle discipline non coincidenti o mancanti rispetto al percorso già svolto: le materie realmente comuni non vengono riesaminate. L’esame di maturità finale resta però quello dell’indirizzo scelto.
Dipende da quante discipline non coincidono con il tuo primo diploma e da quanto tempo puoi dedicare allo studio: la norma non fissa una durata. Diffida di chi ti garantisce l’anno prima di aver guardato il tuo titolo e il piano di studi che hai già fatto.
No, si aggiunge. Restano validi entrambi, e puoi usare l’uno o l’altro a seconda del requisito richiesto.
No: gli esami di idoneità riguardano chi deve farsi riconoscere anni di corso non frequentati. Avendo già un diploma quinquennale, il tuo canale è quello del candidato esterno all’esame di maturità.
Il percorso dipende dal diploma che hai già e dall’indirizzo che ti serve: sono quelli a decidere quante discipline restano da preparare. Raccontaci la tua situazione e ti ricontatta un istituto partner.
Le informazioni normative di questa pagina sono state verificate il 25 agosto 2026 sui testi pubblicati in Gazzetta Ufficiale e sui documenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito.